Posts Tagged ‘Internet Marketing’

marketing per le imprese turistiche

Wednesday, September 9th, 2009

“Marketing per le imprese turistiche”Il futuro del turismo nel libro di Maurizio Testa È la guida che ogni piccolo albergatore dovrebbe gelosamente custodire nel cassetto della propria reception. Il “manuale d’istruzioni” tagliato su misura per la propria impresa turistica. Un vademecum agile ed esaustivo per uscire dall’anonimato, conquistare nuove fette di mercato e guardare alla crisi con la consapevolezza di operare al meglio.  “Marketing per le imprese turistiche” (Il Sole 24Ore, 315 pagine, 29€) è il nuovo libro di Maurizio Testa, figura sui generis nel panorama imprenditoriale e turistico italiano - al contempo esperto e docente di marketing e comunicazione, ma anche albergatore di lungo corso all’isola d’Elba - capace di fondere in questo libro il suo duplice ruolo.Da questa alchimia ne esce un volume prezioso per le piccole e medie imprese alberghiere del Bel Paese. Un manuale dal taglio operativo che traccia un filo rosso nella selva di strategie comunicative e promozionali, il più delle volte velleitarie e inefficaci, che si addensa attorno a quella fittissima rete di piccole aziende turistiche che altro non è che l’ossatura portante del nostro terziario.E così sfogliando il libro si impara a distinguere tra marketing essenziale e secondario, a non tralasciare particolari a prima vista insignificanti quali biglietti da visita e brochure, a promuovere una newsletter, ad affidarsi a quello strumento, magari fino al giorno prima sconosciuto, che è l’ufficio stampa, scoprendone segreti e virtù. Un viaggio attraverso i vantaggi ancora non del tutto acquisiti delle nuove tecnologie, da internet agli ultimi sistemi di pagamento elettronico, fino alla commercializzazione del proprio prodotto per mezzo di risorse innovative come cartoline digitali, iPhone, BlackBerry o le ultime frontiere del “click-to-call”. Gli obiettivi? «Liberarsi dal complesso d’inferiorità che attanaglia le pmi alberghiere italiane troppo spesso portate ad imitare i grandi alberghi», spiega Maurizio Testa. «Ma anche non dilapidare i propri ristretti budget, centellinare gli sforzi, indirizzando nella giusta direzione risorse e buone idee».

Insomma più che un libro “Marketing per le imprese turistiche” si accredita come una bussola nelle mani delle nuove generazioni di imprenditori impegnati nel rilancio del nostro turismo, finalmente convinti della necessità di affrontare con determinazione la sfida della sempre più agguerrita concorrenza estera, delle ristrettezze economiche di questi anni che impongono scelte ponderate e al passo con i tempi. Perché fare turismo è, oggi più di ieri, fare economia.

Gli alberghi ascoltano i propri clienti?

Wednesday, June 17th, 2009

 Gli alberghi, in un certo senso, sono assenti dal mondo di internet. Sembrerebbe un controsenso dire ciò. Come vedremo, tutti gli alberghi hanno il loro sito, il loro dominio registrato, spesso anche il loro video ecc. Sembra però che solo adesso si stiano accorgendo che il loro sito e circondato da tantissime pagine web di persone che parlano di loro. Per ogni struttura esiste un numero sempre in aumento di clienti che ne parlano su internet. Per ogni hotel, piccolo o grande che sia, esistono decine di opinioni collegate tra loro. In ogni momento un cliente scrive qualcosa su un albergo o partecipa alla recensione della sua esperienza di vacanza su un social network, o cerca un parere di altre persone che abbiano provato quel determinato hotel per condividerne le esperienze e orientarsi nella scelta della struttura. È da questo processo conversazione che le imprese alberghiere sono quasi del tutto assenti. Se volete verificare su Tripadvisor, vedrete che non sono molte le aziende che rispondono alle recensioni negative. Se entrate in un forum dedicato alle vacanze troverete analisi più o meno “impietose” delle singole località, delle compagnie aere, dei traghetti, degli alberghi ecc. Molto più raramente però troverete un singolo intervento da parte delle aziende o dell’albergo in questione. Eppure, “ascoltare” queste voci, monitorare queste “conversazioni” significa cogliere un’occasione di marketing molto importante. Sarebbe un peccato sprecare un canale così prezioso per le strutture alberghiere e per le aziende nel settore turistico (ma questo discorso vale per tutte le aziende) per comprendere come vengono elaborate e trasmesse le esperienze di vacanza dalla nostra clientela. “Le vacanze passano, i ricordi restano”. Ecco l’occasione di comprendere meglio i propri “ospiti”, di conoscere meglio il proprio mercato e i propri consumatori. Attraverso questo “monitoraggio” è possibile migliorare il proprio prodotto usando le eventuali recensioni negative come spunti per migliorare. Non dimentichiamoci che esiste anche l’occasione di prendere parte a questa conversazione, di contribuire al suo arricchimento, di influenzarla, di darle un tono più positivo e costruttivo.

La strategia di comunicazione su questi canali non deve essere una replica delle strategie utilizzate su alti mezzi: ricordiamoci che questo è l’unico mezzo dove non parlano solo le imprese alberghiere o turistiche ma anche i loro clienti i loro “ospiti”, e si tratta di una controparte ben più forte di noi.

È importantissimo rispondere ai giudizi negativi. Le risposte vanno date in modo responsabile, migliorativo, mettendosi dalla parte del cliente. La cosa migliore, naturalmente, è prevenire i giudizi negativi cercando di soddisfare al meglio i nostri clienti. Sembrerà retorico ma cose come la disponibilità, il parlare con i clienti, l’aiutare a risolvere i loro problemi sono la ricetta migliore per prevenire i giudizi negativi e aumentare quelli positivi. La qualità del servizio avrà sempre di più un ruolo centrale, e maggiore sarà la qualità e maggiori saranno i giudizi positivi.  

il web 2.0 e hotel 2.0

Sunday, April 26th, 2009

   Il web 2.0 svolge un ruolo importane nel settore alberghiero per la sua sempre maggiore diffusione. Sempre di più, infatti, oggi i viaggiatori scelgono un hotel grazie alla sua reputazione, grazie ai giudizi e ai contenuti che si offrono sui vari siti di internet. Il web 2.0 è un ambiente in cui si sviluppano siti web e applicazioni che permettono a tutti gli utenti di pubblicare i propri testi. I punti principali di questo cambiamento del web sono la partecipazione e la creazione di contenuti da parte degli utenti e il nuovo modo di progettare i siti, sempre più orientato sulle esigenze dei visitatori. Il travel 2.0, succedaneo dell’1.0, è stato creato da PhoCusWright, una società di ricerca e consulenza turistica americana. Il travel 1.0, nato intorno al 1995 ha segnato il passaggio dal sistema delle prenotazioni offline a quello online, ed è stato il sistema dominante per oltre un decennio. In questo periodo, la pianificazione del viaggio era concentrata sul prezzo, mentre oggi, con l’avvento del travel 2.0, altri fattori entrano in gioco, e gli alberghi vengono scelti non per il prezzo ma prevalentemente sulla base dei giudizi e delle recensioni degli ospiti. Nel travel 2.0, infatti, le aziende turistiche si impongono all’attenzione in un’ambiente interattivo più complicato, in continua evoluzione, in cui un nuovo modo di organizzare e ricercare online i viaggi conferisce ai consumatori un potere d’influenza impensabile fino a poco tempo fa. I viaggiatori dispongono delle conoscenze per detenere il controllo del gioco, per trovare e suggerire il viaggio perfetto, non più orientato solo sul prezzo. Yahoo Travel ha constatato (in un sondaggio del 2007) che il 61% degli utenti internazionali ricerca online raccomandazioni e consigli  per le vacanze. Il travel 2.0 prevede un’esperienza online diretta sempre più personalizzata basata sulle esperienze del consumatore e sulla condivisione delle medesime con gli altri di foto, video, recensioni, racconti di viaggio ecc.L’evoluzione di travel 2.0 riguarda tutti gli albergatori. Il fenomeno infatti non coinvolge soltanto una nicchia di esperti viaggiatori ma è dilagante e in continua diffusione tra il pubblico, e gli albergatori che sottovaluteranno i social network turistici (per esempio TripAdvisor) rischiano di essere cancellati dalla concorrenza. I commenti negativi che può capitare di raccogliere sulla propria struttura turistica non devono scoraggiare, ma vanno considerati come un fattore di crescita, come occasione per mettersi sotto esame e migliorare i propri servizi, per accrescere il dialogo con i clienti e incrementare la qualità. Insomma, è finito il tempo dei siti internet che promettevano e non mantevano: un albergo vicino al mare che invece non lo era, o una ristorazione di alta cucina quando invece la qualità del cibo era scarsa e il servizio pessimo. La qualità, il rapporto con i clienti, la soddisfazione dell’ospite, anticiparne i desideri, tornano centrali più che mai nell’era del travel 2.0. Il travel 2.0 non è altro che una forma di passaparola moderno, più dirompente.

Emerging Trends in Small Hotel Marketing: Boosting the Direct Sale Channel

Wednesday, January 30th, 2008

As the owner and manager of a small resort hotel, I have always had a controversial relationship with online booking websites run by third parties or TPI, as they are known for short. It is not that I have any difficulty in accepting the idea of paying a commission on the booking received; this is completely normal for anyone who does my job. It was, rather, the fact of becoming in some way deprived of control of my hotel’s inventory that frightened me.

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